Prima ancora di scegliere il modello di videoproiettore, conviene rispondere a tre domande: quanto può essere grande lo schermo, a che distanza deve stare il proiettore e a che distanza ti siederai. Sono tre misure legate tra loro. Se una è sbagliata, anche il miglior proiettore 4K darà un risultato deludente: immagine troppo piccola, pixel visibili o un proiettore impossibile da installare dove serve.
In questa guida vediamo come calcolarle in modo semplice, con qualche esempio concreto.
Gli schermi si indicano in pollici di diagonale, ma per progettare una sala serve la base, cioè la larghezza dell’immagine. Il calcolo dipende dal formato.
La base è circa 0,87 volte la diagonale. Uno schermo da 100″ (254 cm di diagonale) ha una base di circa 221 cm e un’altezza di circa 125 cm. Un 120″ arriva a circa 266 × 149 cm.
Qui la base è circa 0,92 volte la diagonale. A parità di base, uno schermo cinemascope è molto più basso di un 16:9: è la scelta tipica delle sale dedicate, dove i film riempiono tutta la tela senza bande nere.
Ogni proiettore ha un rapporto di tiro (throw ratio): il numero per cui moltiplicare la base dell’immagine per ottenere la distanza tra obiettivo e schermo.
Distanza di proiezione = rapporto di tiro × base dell’immagine
Esempio: con uno schermo 16:9 da 120″ (base 2,66 m) e un’ottica zoom con rapporto da 1,4 a 2,8, il proiettore può stare tra circa 3,7 e 7,4 metri dallo schermo. I proiettori da home cinema di fascia alta hanno quasi sempre uno zoom ampio, quindi offrono molta libertà. I modelli entry level hanno spesso uno zoom ridotto, e allora è la stanza a decidere quanto grande sarà l’immagine.
Un caso a parte sono i proiettori UST a ottica ultra corta, con rapporti intorno a 0,25: stanno a pochi centimetri dalla parete e non hanno zoom, quindi la dimensione dell’immagine dipende solo da quanto li allontani dal muro.
Il lens shift sposta l’immagine in verticale e in orizzontale senza inclinare il proiettore. È fondamentale per installarlo a soffitto o su una mensola senza deformare l’immagine. Evita invece la correzione trapezoidale digitale (keystone): ricalcola i pixel e fa perdere nitidezza, che è proprio ciò per cui si paga un proiettore 4K.
Prima dell’acquisto verifica sul manuale l’escursione del lens shift del modello che ti interessa e confrontala con l’altezza a cui vuoi fissarlo. Ne parliamo anche nella guida all’installazione del videoproiettore 4K.
Più l’immagine occupa il campo visivo, più l’esperienza è coinvolgente. I riferimenti più usati sono due:
SMPTE indica un angolo di visione orizzontale di almeno 30°, cioè sederti a non più di circa 1,9 volte la base dello schermo.
THX consiglia un angolo intorno a 36–40°, cioè una distanza tra circa 1,4 e 1,5 volte la base.
Con una sorgente 4K ben calibrata ci si può sedere più vicini che con il Full HD, perché la struttura dei pixel resta invisibile. In pratica, per una sala dedicata la prima fila sta di solito tra 1 e 1,5 volte la base. Con uno schermo da 3 metri di base, quindi, tra 3 e 4,5 metri.
Stanza lunga 6 metri, divano a 4 metri dallo schermo. Con un rapporto di circa 1,5 tra distanza di visione e base, la base ideale è circa 2,7 metri: in 16:9 corrisponde a uno schermo da circa 120″. Se il proiettore va montato a soffitto sopra il divano, a circa 4,5 metri, serve un’ottica con rapporto di tiro intorno a 1,7. È un valore che rientra nello zoom della maggior parte dei proiettori da home cinema.
Scegliere lo schermo prima della stanza. Uno schermo troppo grande per la distanza di visione affatica la vista e costringe a muovere la testa.
Dimenticare la luminosità. Più grande è lo schermo, più luce serve. Raddoppiare la base significa distribuire la stessa luce su una superficie quattro volte più grande. Per l’HDR questo conta molto: ne parliamo nella guida su HDR e Dolby Vision.
Ignorare la tela. Guadagno, materiale e tecnologia ALR cambiano molto il risultato. Approfondisci nella guida agli schermi per videoproiettore 4K.
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